Film di qualità

11 aprile 2017

Planetarium: tra spiritismo ed effetti speciali

di Filippo Baracchi
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Francia, primi Novecento. La storia vera delle sorelle Fox-Barlow (Natalie Portman e Lily-Rose Melody Depp), spiritiste americane che grazie alle loro doti paranormali hanno affascinato il produttore cinematografico André Korben (Emmanuel Salinger) spingendolo a filmare le loro esibizioni. La pellicola di Rebecca Zlotowski, in sala dal 13 aprile con Officine Ubu, ci riporta le atmosfere degli anni ’30, la magia dell’illusioni e il fascino del paranormale.

Presentato fuori concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia, Planetarium è un film che deve molto alla regista francese. Dopo l’esordio di Belle Épine (2010), dramma contemporaneo di una giovane orfana alla ricerca della propria identità, pellicola con premi e critiche positive al Festival di Cannes, e dopo Grand Central (2013) ritorna qui a due protagoniste donne, coinvolgendo assieme Lily-Rose Melody Depp, figlia di Johnny Depp, l’attrice premio Oscar Natalie Portman (nel cast anche Louis Garrel).

A differenza del recente Jackie di Pablo Larrain, il film della regista francese non è una ricostruzione storica di quell’epoca, ma cerca di costruire un vero e proprio tributo al cinema muto ed espressionista di quegli anni. Questo è possibile attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie che hanno il merito di ricreare la suggestione e la curiosità dei primi esperimenti di luce di inizio Novecento. L’illusione tra realtà e finzione nella pellicola rimane l’aspetto centrale tanto da mettere il pubblico in una vera propria sfida accanto al produttore cinematografico André Korben per scoprire i limiti di ciò che può essere vero. È infatti possibile impressionare sulla pellicola la presenza di uno spirito?

I fantasmi e le presenze hanno da sempre affascinato la settima arte: basta pensare a Il Dottor Mabuse negli anni ’20, ma anche le suggestioni horror de L’esorcista negli anni ’70 e recentemente la saga di successo The Conjuring. Il film di Rebecca Zlotowski ha però il merito di riportare una riflessione attuale in periodi bui come quelli di oggi (“Qualche volta è necessario fare buio per poter vedere meglio” viene affermato in una battuta del film), ma anche di intrattenere attraverso il mistero e un cast che sembra per una buona parte reggere la prova.

Il critico dice: magico.