Film di qualità

13 giugno 2017

Tutto quello che vuoi: la memoria è vita

di Filippo Baracchi
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L’amore per la vita, ma anche l’attenzione verso la realtà e verso il passato. L’ultimo film dello sceneggiatore e regista Francesco Bruni, Tutto quello che vuoi, nelle sale dall’11 maggio e distribuito da 01 Distribution, è una commedia che racconta, attraverso l’insolito rapporto tra Giorgio, un anziano poeta malato d’Alzheimer (Giuliano Montaldo) e Alessandro, un giovane ventitreenne turbolento (Andrea Carpenzano), la necessità di recuperare una memoria collettiva al di là dell’età.

Ci sono commedie e commedie. Il caso di Tutto quello che vuoi rappresenta infatti un’eccezione, se non un punto interrogativo, in un sistema distributivo anomalo e contraddittorio come quello italiano. Mentre il cinema d’autore è roccaforte per i critici, quello popolare rappresenta invece la punta di diamante dei maggiori studi cinematografici americani. Viene da chiedersi dunque se in Italia sia ancora possibile fruire di un cinema popolare, che sappia divertire e raccontare la società allo stesso tempo. La scelta della poesia si rivela infatti efficace per trasmettere quel senso di memoria collettiva e popolare, ma anche gioco utile per scoprire e indagare la propria identità, come scriveva Gianni Rodari.

Alla sfida Tutto quello che vuoi risponde positivamente anche in termini di incassi, di pubblico e critica. Il film ha ottenuto risultati confortanti, da diverse settimane in una classifica dominata da pirati e supereroi. Il merito lo deve molto alla sceneggiatura, capace di unire un’idea semplice ad un racconto personale e comune, descrivendo bene due diverse e opposte generazioni. Francesco Bruni sembra portare sulle spalle la propria esperienza personale di sceneggiatore di uno dei maggiori registi degli ultimi anni, Paolo Virzi. Il film infatti ricorda la schiettezza e la spontaneità di una commedia come Ovosodo (anche in Scialla reggeva bene) spingendosi persino verso un road movie divertente e intellettualmente libero.

Liberi di recitare sono infatti anche i personaggi della commedia: dai protagonisti, che non sono volti noti al grande pubblico, ai co-protagonisti (da segnalare Donatella Finocchiaro e Raffaella Lebboroni).

Rimane semmai un limite la data d’uscita della pellicola. Il film infatti avrebbe potuto giocarsi qualche chance in più nel periodo natalizio sdoganando l’effetto volti noti e commedie patinate.

La mancanza di questo tipo di commedia popolare rimane forse ad oggi uno dei limiti produttivi maggiori del cinema italiano.

Il critico dice: classico.