Film di qualità

7 marzo 2017

Vi presento Toni Erdmann: la commedia che non c’era

di Filippo Baracchi
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Una commedia minimale sul rapporto tra padre e figlia. Così Vi presento Toni Erdmann, film vincitore agli ultimi “Oscar europei” – gli European Film Awards – e distribuito da Cinema (in sala dal 2 marzo), racconta con umorismo ed eleganza la relazione familiare tra Winfried (Peter Simonischek) e Ines (Sandra Hüller).

Non siamo alle solite commedie con attori noti e trama autoreferenziale. Il film della regista tedesca Maren Ade, presentato a Cannes nel 2016 e candidato agli Oscar come film straniero, cerca di superare le convenzioni della commedia classica per aprire interessanti e inesplorate prospettive contemporanee. Sarà forse il contesto globale, un’Europa dove le barriere nazionali sono cadute, dove il lavoro è fluido, mobile e governato da multinazionali, oppure la critica sociale in cui i rapporti umani sembrano essere di secondaria importanza a costruire l’originalità di questa commedia.

Siamo in Bulgaria. Ines lavora per un’importante multinazionale di outsourcing. Winfried la raggiunge, facendo così una sorpresa. Ines, figlia modello, ha un rapporto conflittuale con il padre. Winfried è invece il padre che tutti vorrebbero avere, ma che nessuno immaginerebbe mai così: imprevedibile, autoironico, sensibile e provocatorio. I due sembrano due opposti: lei manager, precisa, dedita al lavoro, adulta. Lui insegnante, estroso, quasi un eterno bambino.

Il film di Maren Ade, regista già premiata a Berlino nel 2009 per la regia, non va preso per i suoi tempi (162 minuti di durata), ma per l’esperimento originale di ritrarre tutti quei momenti che in una commedia tradizionale non esistono. Non abbiamo le scenette, le facili battute ma un racconto che colpisce lo spettatore per la sua autenticità. Come nella vita, le cose più divertenti sono le cose più intime, quelle non dette, ma anche il saper giocare con la realtà. Merito anche dei due attori, l’austriaco Peter Simonischek e la tedesca Sandra Hüller, che si intendono magistralmente nei rispettivi ruoli.

Toni Erdmann sembra dunque un sogno ad occhi aperti, un modo di essere che forse in questi momenti di crisi andrebbe ri-preso come modello, ma non solo per la sua comicità ma per la sua visione del mondo. In un’Europa in trasformazione, forse questo è il miglior auspicio. Come afferma Winfried nel centro commerciale più grande della Bulgaria e oggi persino più importante del palazzo del governo: “Ho visto la pista di pattinaggio e sono andato al Lidl”. Ma forse non vorremo solo essere così.