La versione di Marco

10 settembre 2017

Recensione: La fratellanza

di Marco Rizzini
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Era abbastanza scritto che La fratellanza potesse essere un film di mio gradimento.

Jacob Harlon, brillante uomo d’affari, finisce in carcere dopo un incidente stradale. Aveva bevuto e non poco, mettendosi alla guida dell’automobile in una condizione non propriamente consona. Nello sfortunato evento muore il suo socio ed amico, facendo guadagnare al padre di famiglia un’importante accusa per omicidio. Un errore che pagherà duramente.

Una volta in cui entri in galera, non è poi così facile uscirne del tutto. Questo è il cardine del racconto, un film di ambientazione carceraria che ho trovato diverso dal solito. Non solo per il montaggio vorticoso che ci costringe a stare attenti, ma per la voglia di fare qualcosa di differente da quanto già visto.

La fratellanza è un film sul carcere che cambia le persone. Non le redime, le fa peggiorare. Adattati o muori, picchia per primo o soccomberai. Stai con la tua gente e guardati sempre le spalle, obbedisci e magari riuscirai, tra dieci anni ad uscirne vivo. È incredibile – ma purtroppo così realistico – assistere alla trasformazione del protagonista, da agnello a lupo, da pivello a gangster professionista. Jacob entra in una cellula della Fratellanza Ariana, praticamente gli unici bianchi che puoi incontrare in un carcere americano. Sopravvivere ha un prezzo e per giunta salato. Non è mai abbastanza, questo lo impara in fretta l’ottimo Nikolaj Coster-Waldau, già grande star di Game of Thrones. Se dopo una lunga permanenza in carcere, costellata di episodi difficili e duri, credi di poterti rifare una vita, ti sbagli e di grosso. Anche fuori, sarai sempre una pedina di qualcuno.

Questo film odora di Sons of Anarchy, serie tv a dir poco epica dove negli ultimi episodi la “gioia del delinquere” aveva ceduto il passo al male di vivere, al sospetto, ai sensi di colpa che lacerano l’anima e non fanno dormire la notte. Shot caller, il titolo originale di questa pellicola, è anche molto in linea con The night of , altro capolavoro seriale che consiglio a tutti. Prodotto da HBO, illustra la difficile strada di un ragazzo normale che si ritrova paracadutato nel mondo del carcere.

Non conoscevo il protagonista al di fuori del Trono di Spade e ne sono rimasto piacevolmente stupito. Un attore in formissima, oltre che fisicamente anche mentalmente, con un brio e una capacità espressiva veramente degna di nota. Il suo passaggio da “innocente” finito in carcere per un atto atroce, ma non volontario, a veterano di una lotta di gang, tatuato e senza paura, è degno di esser visto.

La fratellanza è un ottimo film da inserire nel genere carcerario, una piacevole sorpresa.

Il mio voto è 7+ e mi è tornata voglia di rileggere i romanzi di Edward Bunker.