La versione di Marco

6 giugno 2017

Recensione: 47 Metri

di Marco Rizzini
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Nella vasta filmografia degli shark movie, tutti ricordiamo Lo Squalo, il capolavoro di Steven Spielberg datato 1975. Io ricordo anche e soprattutto quel gran filmone di Sharknado, perla del trash moderno con addirittura Ian Ziering – il fighetto di Beverly Hills 90210 – come protagonista. Wow, riguarderei entrambi all’istante.

La trama di 47 Metri è di quelle belle semplici da B-Movie, non credo sia stato necessario pensarci troppo per creare una pellicola come questa. Le due sorelle Lisa e Kate sono in vacanza in Messico in una località balneare. Lisa, interpretata dalla cantante ed attrice Mandy Moore, è stata da poco mollata dal ragazzo perché troppo noiosa e priva di verve. Si fa convincere dalla sorella Kate – Claire Holt di The Vampire Diaries – di dimostrare al mondo di non essere solo una bella addormentata. Che fare, se non calarsi sotto l’acqua dell’oceano fino a 47 metri di profondità? Dentro ad una gabbia metallica, così da poter ammirare gli squali giganti che affollano queste acque esotiche.

Ovviamente qualcosa va storto e tutta la durata del resto del film – per fortuna dura solo una novantina di minuti – sarà proprio ambientato nella profondità buia e silenziosa dell’abisso, in una lotta per la sopravvivenza.

47 Metri è un lento inno alla claustrofobia, con il pregio di durare poco più di un cortometraggio e di riuscire comunque a rimanere sempre nel campo della plausibilità, non sfiorando mai il ridicolo e l’esagerazione. E con certi titoli e temi, non è affatto un’operazione scontata.

47 Metri è un filmetto che raggiunge la sufficienza senza troppa fatica, grazie anche alla citazione più o meno volontaria di uno dei migliori horror contemporanei, The Descent. La pellicola citata è del 2005 ma sembra ancora attuale, sia per il cast tutto al femminile che per il senso di angoscia che riesce a trasmettere. Non importa dove tu rimanga bloccato, se sotto terra o sotto il mare: di certo non farai una bella fine.

Alla regia troviamo Johannes Roberts, famoso per l’horror Storage 24 e per altri film nati per il piccolo schermo britannico.

Voto 6— e mi è passata la voglia di fare il sub.