La versione di Marco

31 maggio 2017

Recensione: Alien: Covenant

di Marco Rizzini
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Avevo raccontato le mie aspettative in un pezzo di preview qualche giorno prima dell’uscita di Alien: Covenant. È facile immaginare quanto fossi carico per questo evento, lo aspettavo da tantissimo.

Poi invece, il dramma improvviso: inizio a leggere commenti e recensioni negative all’ultima pellicola di Ridley Scott. Angoscia, malessere, senso di straniamento. Era il film che più volevo vedere e mi hanno detto che faceva schifo.

Poi, finalmente, riesco ad andare al cinema. E vi dirò che Alien: Covenant non mi è dispiaciuto. Affatto.

Questo episodio si inserisce come sequel di Prometheus, titolo di pochi anni fa che rappresenta il primo capitolo di una trilogia prequel del grande successo del 1979. Prometheus non mi aveva conquistato, sarò sincero. Invece Covenant l’ho trovato molto più gustoso e più classicamente “Alienistico” in senso stretto. Questo rimanere fedele a se stesso, è stata una delle critiche mosse alla pellicola. Alien fa sempre le stesse cose. Le stesse nascite squarciando il petto dall’umano-incubatore, le stesse fughe nei corridoi metallici e claustrofobici della nave spaziale, gli stessi colori bui, gli stessi ansimi e le solite scene di sangue.

Ed invece io vi ribalto il punto di vista e vi dico che questa è la parte migliore e quella più apprezzata dai fan. Un bel film di fantascienza con un budget milionario, con una giusta dose di paura e di ansia. Cosa volevate dai mostri alieni? Che ballassero il tip tap? Che instagrammassero le foto degli umani prima di sbranarli con hashtag #foodporn? Che festeggiassero lo scudetto pitturati di bianco e nero facendo caroselli spaziali?

Alien è cattivo ed è un nemico per la nostra stirpe. Basta.

Covenant è un film onesto. Non da dieci e nemmeno da sette, però definirlo insufficiente mi sembra azzardato ed immeritato. Se proprio devo muovere una critica, quella rimane per me legata alla commistione con l’altro capolavoro del regista, con quel Blade Runner di cui tutti stiamo aspettando l’imminente remake. Il tema degli androidi creati dall’uomo e capaci di pensare con la loro testa, ribellandosi e pianificando la distruzione di una intera specie vivente – la nostra – alla faccia di Asimov e delle sue leggi. In questo capitolo della saga, purtroppo l’intero tema sembra buttato lì a caso, senza troppi appigli con la storia e senza seguito. Vedremo cosa capiterà nel terzo episodio e se la storia saprà chiudersi con sagacia ed eleganza, dando un senso anche a questi argomenti così affascinanti.

In ogni caso, la forza di questo film e di tutto il franchise non risiede nelle troppe pippe mentali e nelle elucubrazioni di fino. Dateci alieni mostruosi e sanguinari e noi saremo contenti. Sennò, meglio riguardarsi Blade Runner.

Voto 6+ e #JeSuisAlienCovenant.