La versione di Marco

23 giugno 2017

Recensione: La Mummia

di Marco Rizzini
Continua a leggere

Se vi state chiedendo se La Mummia a cui fa riferimento il titolo del film sia il buon vecchio Tom Cruise, vi sbagliate.

Di poco, ma vi sbagliate.

Se questo film è una delusione, non si può di certo dare la colpa al povero ultra cinquantenne con una carriera alle spalle che fu sex symbol in Top Gun. L’attore principale è, secondo me, più che innocente. Non si possono rovesciare su di lui tutte le colpe di un film nato male e sviluppato peggio.

Ci si domanda come si è arrivati a questo risultato, visto che non era facile riuscire a rovinare sia l’originale con Boris Karloff del ’32 che il remake di fine anni ’90 girato da Stephen Sommers. Cito entrambi perché non ha capito dove voleva andare a parare questo remake. Imita le vecchie atmosfere horror non facendo però realmente paura e ridicolizza l’atmosfera scanzonata del secondo remake, non riuscendo comunque a far ridere il pubblico.

Il film di Sommers non era certo un capolavoro, ma era indubbiamente capace di unire avventura e divertimento in un tripudio di kitsch. Dobbiamo essere onesti e dire che aveva comunque il grande pregio di rivendicare una sua precisa e degna identità.

La storia di La Mummia inizia come un Indiana Jones fatto a casaccio, con dei trafficanti d’antichità beccati nell’intento di trafugare degli antichi tesori egizi. Una maledizione, una mummia impacciata, qualche azione frenetica poco interessante ed un sacco di lunghi e noiosi dialoghi su cui è inutile prolungarsi. Filmaccio, che nemmeno nei combattimenti o nelle esplosioni riesce a intrattenere e far smettere di guardare l’orologio.

La Mummia è il primo episodio del Dark Universe, un nuovo mondo di eroi ed anti-eroi targato Universal Pictures. Sulla carta dovrebbe essere capace di far concorrenza a Marvel e Disney, ricreando un nuovo panorama di pellicole come quelli che piacciono così tanto al pubblico di oggi.

Partiamo malino.

La Mummia ricalca i cliché Marvel non riuscendo però a trovare il suo posto e a capire il registro con cui arrivare al pubblico.
Non è un horror, non è un film da ridere, non è un film romantico. È un film di cui potevamo fare a meno.

Troppo facile prendersela con l’innocente Tom Cruise o con il regista – quasi esordiente – Alex Kurtzman. Questa pellicola è da buttare. Perfino gli effetti speciali fanno pena in un titolo che di certo non aveva problemi di budget.

La Mummia è una delusione? Sì. Chissà se ci sarà un secondo o terzo episodio ad attenderci. Speriamo di no.

Voto 4 e crampi intestinali.