La versione di Marco

2 gennaio 2017

Recensione: Rogue One: A Star Wars Story

di Marco Rizzini
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Rogue One: A Star Wars Story è un film corretto ed onesto, ma che non emoziona.

Il primo capitolo del nuovo corso della saga inventata da George Lucas negli anni 70 e adesso di proprietà Disney, è una buona pellicola ma nulla di più. Manca dell’epica degli altri episodi, anche se a me è sinceramente piaciuto. Non lo so, c’è qualcosa di diverso.

Di certo incide il fatto che Rogue One è il capostipite di questa nuova serie antologica, un film ambientato nell’universo di Guerre Stellari ma che risulta volutamente slegato dagli altri capitoli della saga. Ecco, come raccontavo ad un amico la vigilia di Natale, cercando di spiegare la situazione il più facilmente possibile, siamo davanti a delle avventure ambientate nel Quartiere Stadio dove però i protagonisti non sono i soliti disperati del Bar Stadio, ma quelli – facciamo per dire – del Bar Nilla.

E forse questa novità si fa sentire, anche se realmente questa idea mi era piaciuta fin da subito. Un universo narrativo così imponente e totalizzante non poteva che essere gravido di spunti per racconti ogni volta diversi e con personaggi ogni volta diversi. Ed ogni parte di storia, poteva essere fondamentale per raccontare, benché in maniera slegata, una avventura più grande e vista dai tanti dettagli di un caleidoscopio.

Rogue One è un film che si può vedere anche da neofiti, anche da persone non propriamente dentro a questo mondo. Certo, devi amare la fantascienza, le astronavi ed i film di guerra. Sennò, magari meglio ripiegare su qualcos’altro, non trovate?

Il risultato è positivo, anche se forse le mie aspettative che qui vi raccontavo non sono state del tutto mantenute.

Una perplessità che mi attanaglia è però relativa al personaggio del Jedi asiatico. Non vi sembra avere una voce da nemmeno troppo normale? Io ho visto il film in italiano e quindi forse è colpa del doppiaggio. Non dico sia indisponente quanto quel poveretto di Jar Jar, ma diciamo che lo segue a ruota.

Voto 6 e ½ perché mi aspettavo un 8 minimo.