La versione di Marco

17 maggio 2017

Recensione: Scappa – Get Out

di Marco Rizzini
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Scappa – Get out è uno dei casi cinematografici d’inizio 2017.

Racconta la storia di Chris, un giovane fotografo afroamericano fidanzato con una bella ragazza bianca. Dopo quasi cinque mesi assieme, è giunto il tempo di conoscere i suoceri. Non sono razzisti, ci mancherebbe altro. Sono i classici liberal che hanno votato Obama e lo voterebbero per un terzo mandato. Il miglior Presidente di sempre, nelle parole del di lei padre. Già.

A cavallo tra un remake di Ti presento i miei in salsa gore e La notte dei morti viventi di romeriana memoria, con un budget di nemmeno 5 milioni di dollari ne ha incassati rapidamente più di 200. Jackpot!

Get out – Scappa è un horror simpatico, con qualche colpo di genio. Un film di genere che non si lascia imbrigliare nel già visto. Un film brillante che riesce a tenere alta la tensione, un horror di cui non pentirsi già mentre scorrono i titoli di coda.

Di più non vi voglio dire perché sennò inizierei a far spoiler nocivi alla trama, ma ci tengo a ribadire che questa è una buona pellicola. È diventata un fenomeno perché tratta del tema del politicamente corretto in salsa Obama, perché parla di unioni interrazziali nel momento clou del Black Lives Matter e perché spinge con forza oltre gli stereotipi del razzismo latente nella società USA. Siamo davanti ad un film semi parodistico, dove l’archetipo del pregiudizio viene ribaltato. Ciò che un tempo era disprezzato diventa adesso qualcosa da invidiare per capacità amatorie, performance sportive o per la loro coolness.

Stiamo parlando di un esperimento sociale, di un horror o di un film da ridere? È un giusto mix con il quale deridere le ipocrite ideologie liberali nordamericane, riflettere su argomenti seri e sussultare di terrore.

Alla regia troviamo l’esordiente Jordan Peele, che di questa pellicola è anche lo sceneggiatore. È un comico famoso negli States, dove produce sketch divertenti in un duo comico chiamato “Key & Peele”, in onda su Comedy Central. Ha anche un cameo nella pellicola, nelle vesti del miglior amico di Chris.

Il protagonista è Daniel Kaluuya, attore anglo-ugandese che io ricordo giovanissimo in Skins e adesso sugli schermi grazie a Black Mirror. Da segnalare anche la presenza di Catherine Keener, già candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista per Essere John Malkovich e Truman Capote – A sangue freddo.

Voto 7 e 1/2 perché solo un film horror poteva salvarci dalla monotonia del pensiero unico.