La versione di Marco

27 aprile 2017

Recensione: The Bye Bye Man

di Marco Rizzini
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Tornando in macchina verso la mia amata città natia, una pubblicità in radio mi mette la pulce nell’orecchio. Una pulce di quelle importanti: il marketing della casa di distribuzione conosce indubbiamente come fare il proprio lavoro. Parlava di un nuovo horror psicologico paragonando questo titolo niente poco di meno che a Nightmare.

Che il capolavoro di Wes Craven fosse semplicemente inavvicinabile, ne ero ben conscio. Che chi spavaldamente lo citasse senza cognizione di causa e senza il benché minimo merito, già di meno. Da The Bye Bye Man non mi aspettavo l’essere un capolavoro ma nemmeno essere un film così inerte. Ha avuto un buon successo di pubblico negli States ma la critica è stata abbastanza freddina ed impietosa. Difficile fare il contrario, direi.

The Bye Bye Man ci racconta l’ennesima avventura tratta da una storia vera. Vorrebbe dare un perché a tutti quegli omicidi della follia che affollano le cronache dei giornali, quelli dove era così un bravo ragazzo salutava sempre uccide a colpi di crick la madre, il padre, il fratellino ed anche il cane. Tutto nasce da questo uomo nero capace di insinuarsi nella nostra mente come un tarlo, manovrandoci a proprio piacimento e facendoci compiere i più efferati omicidi. La follia omicida contagerebbe come un virus patogeno, passando il testimone semplicemente nominando questo babau misterioso.

Ecco riassunta la trama di questo teen movie, con la solita casa stregata ed un cattivo che non ci viene mai fatto vedere in faccia se non in un fotogramma. Ha un cane zombie tipo quelli di Resident Evil e non sappiamo il perché esista. Forse lo sapremo in un secondo episodio o forse no. Dormiremo sonni tranquilli in ogni caso.

The Bye Bye Man è un film che manca di coraggio, un horror che non mostra né sangue né scene splatter. Voleva aggirare la censura e ci riesce, abbassando così l’età del proprio pubblico già di per sé giovane come da genere: l’horror è il filone teen per definizione.

Il regista è il da me sconosciuto Stacy Title. Credo dimenticherò in fretta anche il suo nome. L’attore principale è Douglas Smith già visto in Ouija, film che in confronto sembra un capolavoro. Da segnalare i cameo di Faye Dunaway, premio Oscar per Quinto Potere e di Carrie-Anne Moss, quella di Matrix.

The Bye Bye Man risulta un film che non fa paura e che non riesce a farci impazzire di terrore come altri horror del passato a cui fa riferimento. Strizza l’occhio a qualcosa di già visto – secondo me anche a The Ring per la presentazione del mostro – ma proprio non riesce ad andare oltre al compitino.

Voto 5 e non nominate mai più il nome di Freddy Krueger invano.