Lunedì è tutta un'altra storia

28 novembre 2016

Recensione: Snowden

di Giulia Sambo
Continua a leggere

C’era una volta il mio weekend. Un weekend dal titolo Snowden. Confesso che se avessi potuto avrei scelto Il cittadino illustre, che a Venezia ha vinto la Coppa Volpi entusiasmando la critica, ma a quanto pare nessun cinema di Verona ha deciso di metterlo in programmazione questo fine settimana. Speriamo in bene per il prossimo. Avevo comunque voglia di una storia coinvolgente da guardare, così ho optato per Snowden – thriller biografico sul genio dell’informatica Edward Snowden, di cui il mio collega Rizzini ha già brillantemente scritto (leggete il suo pezzo, ne vale la pena: Recensione: Snowden).

snowdencinque

Catturata dalla sua recensione prima di vedere il film, ho particolarmente apprezzato un’osservazione tra le tante. Ad un certo punto il nostro buon Marco dice “il regista Oliver Stone è un uomo veramente coraggioso. Forse per questo rimane inviso al mainstream e di questo film non se ne parlerà così tanto”. Ho subito pensato che fosse vero. La strategia promozionale di Snowden è stata poco incisiva e, probabilmente, se l’articolo di Rizzini non mi fosse piaciuto così tanto, non l’avrei mai scelto tra le pellicole in uscita. Perché non dare lo spazio meritato ad un film importante come Snowden? Forse perché far conoscere al mondo la verità sui sistemi di sorveglianza globale adottati dalla CIA con la “scusa” della sicurezza, può essere molto sconveniente in un periodo storico come questo. Se poi Trump dichiara che Edward Snowden dovrebbe andare in prigione e nomina Mike Pompeo nuovo direttore della CIA (che addirittura vorrebbe metterlo a morte), allora capite che non è proprio il caso.

snowdenuno

Per la trama dettagliata di Snowden vi rimando ancora una volta alla recensione di Rizzini, senza dubbio più tecnica della mia. Mi interessa soffermarmi sul messaggio di fondo, reale quanto sconvolgente: i detentori del potere ci raccontano quello che vogliono senza farsi troppi problemi, siamo delle marionette (francamente molto stupide) nelle mani di persone e sistemi che agiscono per la supremazia economica e non di certo per la sicurezza. La libertà che pensiamo di avere è solo una triste illusione. Biografia cinematografica a parte, Snowden è un film che va visto perché denuncia la verità.

Un nota, necessaria, sulle performance degli attori: bravissimo Joseph Gordon-Levitt, perfettamente a suo agio nella parte del cervellone turbato per le continue minacce alla democrazia da parte dell’intelligence americana; simpatico e convincente anche Nicolas Cage, tecnico dimenticato ma esperto che segretamente tifa per il suo allievo; discreto il contributo di Shailene Woodley, forse a tratti troppo “ragazzina spensierata” – mi sono chiesta più volte che cosa avesse in comune con il protagonista, che cosa li abbia fatti innamorare.

Ma oggi è lunedì. Ed è tutta un’altra storia. Appuntamento tra sette giorni, con Il cittadino illustre spero.